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 Questa Formula Uno che non mi piace più

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enzo

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MessaggioOggetto: Questa Formula Uno che non mi piace più   Mer 11 Set - 23:07

Da quest’anno se un appassionato vuole seguire tutti i Gran Premi di F.1 in diretta deve farsi l’abbonamento ad una pay TV, e quindi pagare per una cosa a cui dovrebbe aver diritto. E’ proprio una cagata pazzesca! E’ come se i supermercati ti facessero pagare i cataloghi con le loro offerte. Ma gli sponsor cosa ne pensano? E soprattutto, qualcuno glielo ha chiesto? Ovviamente no, ci mancherebbe! Un’eminente rivista del settore lo ha chiesto ai suoi lettori, ma se ne è guardata bene dal chiederlo a chi ha interesse che il maggior numero di persone possibile veda il proprio marchio. Li capisco, se facessero irretire Bernie Ecclestone o Jean Todt potrebbero dire addio ai pass per entrare nei blindatissimi paddock. Oggi a causa delle esose richieste del Sig. Ecclestone a chi organizza un Gran Premio, la Formula Uno si sta spostando sempre di più verso paesi emergenti ricchi di sponsor. Ma il problema non sono i luoghi, anzi visto che la F.1 è un business è giusto che vada dove ci sono i soldi, ma le piste sulle quali si corre: giganteschi e banali kartodromi, a parte Sepang in Malesia, disegnati dall’architetto Tielke, dove le monoposto devono seguire una traiettoria quasi obbligata nonostante la larghezza della pista. Vi siete mai chiesti perché su le piste che non sono state disegnate da questo signore, e non mi riferisco solo a quelle classiche e cariche di storia come Monza, Spa e Montecarlo, escono fuori quasi sempre delle belle gare anche se non piove? Sono riusciti a stravolgere e banalizzare pure la pista di Hockenheim, tagliando gli immensi rettilinei che entravano nella foresta. Chi ha realizzato un crimine così efferato, insieme a chi lo ha permesso, andrebbero denunciati al tribunale dell’Aja per crimini contro l’umanità! Sono anni che si ripete come un mantra che bisogna ridurre i costi, infatti hanno quasi abolito del tutto i test, con il risultato che i costruttori si affidano a dei costosissimi simulatori che comunque non potranno mai sostituirsi ad un vero collaudo in pista. Qualche tempo fa su facebook ho letto un post di Fernando Alonso: “ Buongiorno, allenamento fisico al mattino e simulatore al pomeriggio”. Che tristezza il simulatore, è come praticare l’onanismo guardando un porno! Perché non trasformano direttamente la F.1 in un videogioco? Questa assurdità è stata concepita non solo per risparmiare, ma anche per mettere le squadre sullo stesso piano! Tutto ciò è grottesco, applicare il comunismo alla Formula Uno è a dir poco demenziale. Ma la cosa più assurda è che quelli che vorrebbero ridurre i costi è gente che viaggia con l’aereo personale, che non soggiornerebbe mai in un albergo che ha meno di cinque stelle, che hanno yacht grandi come degli incrociatori e usano l’elicottero per i piccoli spostamenti. La spasmodica ricerca dell’equilibrio delle prestazioni e favorire lo spettacolo televisivo ha fatto si, grazie a regolamenti tecnici restrittivi, che negli ultimi anni la F.1 sia più simile ad un monomarca di lusso che alla massima espressione dell’ingegneria automobilistica; la differenza ormai la fanno gli scarichi che soffiano meglio o l’imprevedibile e artificioso degrado subitaneo delle gomme. La sicurezza negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, questo va riconosciuto; il problema è che oggi c’è l’ossessione della sicurezza, questo porta a situazioni paradossali che sfiorano il ridicolo: il minimo contatto tra le vetture non è consentito, tutto viene sottoposto ad indagine dei commissari di gara, anche quei contatti che fino a qualche anno fa erano considerati dei normalissimi incidenti di gara e dovrebbero esserlo anche adesso. I commissari di gara sembrano una vecchia barzelletta che mi hanno raccontato da bambino, almeno come li descrive il telecronista: “Il collegio dei commissari è così composto: un francese, un inglese, un tedesco, un vietnamita e tal dei tali in rappresentanza dei piloti ”. Ci manca, come nella barzelletta, solo il napoletano che alla fine fa la gag. Un tempo ci si affidava ai commissari locali, ma c’erano delle differenze di giudizio e competenza da un Gran Premio all’altro, così invece di creare un collegio giudicante permanente, la FIA invita dei funzionari delle varie nazioni e un ex pilota, cosicché si ottiene uniformità nei giudizi in quanto questi signori in gita premio giudicano le situazioni secondo le indicazioni del delegato FIA Charlie Whiting. Inoltre quando in sede federale dovrà passare una mozione gradita al Presidente Jean Todt, costoro si ricorderanno della vacanza con vista Gran Premio così gentilmente offerta. Credevo che con l’elezione di Jean Todt a Presidente della FIA ci fossero stati dei segni di discontinuità, invece la situazione è addirittura peggiorata; sono molto deluso. Spero di sbagliarmi, ma se continua così nell’arco di una decina d’anni la F.1 non esisterà più.




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enzobonacci



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MessaggioOggetto: Ciao Enzo e piacere di risentirti.........   Gio 12 Set - 9:55

Il tuo topic mi fornisce parecchi spunti! Voglio prima fare una considerazione generale.......che ormai il bussiness prevalga su tutto, sport compreso, e' un dato di fatto! E' cosi' da molto tempo. Non so se segui il pugilato professionistico ma, la "nobile arte", penso sia l'esempio piu' clamoroso.

Da ormai trent'anni, forse piu', il pugilato a livello mondiale e' gestito da svariati enti che attribuiscono i loro titoli di "campione del Mondo" ai pugili nelle varie categorie di peso. Penso che sia l'unico sport al mondo dove questo si verifica. Una volta le organizzazioni mondiali erano 4 (WBA,WBC,IBF e WBO), ora pare se ne siano aggiunte altre comunque meno "autorevoli" rispetto alle 4 "storiche" (ma comunque eccessive anche loro!).

Per fare un esempio concreto che aiuta a capire meglio e' come se vi fossero quattro enti mondiali calcistici ed ognuno organizza la "sua" Coppa del Mondo di calcio e ha la "sua" nazionale "Campione del Mondo". Non ci sarebbe quindi solo la Coppa FIFA ma che so'.........la Coppa FMF:o ........la Coppa OMF:) Sad  e via discorrendo! In un caso simile......che valore avrebbe potersi definirsi "Campioni del MONDO?" Come si puo' essere Campioni del Mondo in condominio magari con altre tre nazionali?Crying or Very sad 

Questo nel pugilato accade! Il tutto per una logica del bussiness a discapito del valore intrinseco della parola "Campione del Mondo" che, secondo me, significa essere il migliore del mondo al momento, l'unico ed il solo! Almeno fino a quando qualcuno non ti sconfiggera'!. Ma cio' non vale per la "Legge del denaro"! Piu' campioni del mondo significa piu' incontri con titoli in palio, piu' soldi, piu' sponsor, piu' incassi, piu' diritti televisivi, ecc.  

Sempre rimanendo nel calcio possiamo anche parlare della "CONFEDERATIONS CUP" giocatasi quest'estate dove ha partecipato anche l'Italia. Ufficialmente si tratta del "pre mondiale", della prova generale della manifestazione iridata che si terra' l'anno successivo ma.....in soldoni....... credo che sia tutta una faccenda di sponsor e affini!  E poi....alla fine......vincendo la "CONFEDERATIONS CUP"!..... si diventa campioni di cosa?????? visto che una squadra campione del mondo in carica ce' gia?????!!!!!!!????????Neutral Question 

Ancora in tema di calcio, dal mio punto di vista, ritengo che, con rispetto parlando, nazionali di calcio come San Marino, Lussemburgo, Lichtenstein, Malta, Andorra, Far Oer e anche qualcun'altra di qualche Paese non microscopico, NON SERVANO PROPRIO A NULLA! Non sarebbe meglio che facessero come il Principato di Monaco? Invece che mettere in piedi una nazionale che va solo in giro per l'Europa con il pallottoliere per contare i gol che prende perche' non iscrivere una squadra ad un campionato di livello di un Paese limitrofo magari ingaggiando giocatori e tecnici stranieri? Non otterrebbero dei risultati piu' gratificanti? (Il Monaco e' iscritto ai campionati professionistici francesi e, oltre a qualche "scudeto transalpino", ha gia' anche alle spalle  due finali nelle coppe europee e, attualmente, e' di proprieta' di un multimilionario russo oltre che allenato dall'italiano Ranieri!). Io credo che, se queste nazionali che giocano solo per la statistica non avendo la minima possibilita' di qualificarsi per la fase finale ne' di un europeo ne' di un mondiale, continuano ad esistere sia per la stessa identica logica: piu' squadre, piu' partite, piu' soldi, piu' incassi, piu' diritti Tv ecc.....Anzi!......recentemente la FIFA ha anche riconosciuto la Federazione di Gibilterra quindi, a breve, magari assisteremo anche ad un match "equilibratissimo" a dall'"esito imprevisto" come Italia-Gibilterra!!!!!STICAZ AZZZ Shocked Surprised 
Preciso che comunque, la Repubblica di San Marino, ha una compagine nella Lega Pro italiana come il Lichtenstein ha una squadra (il Vaduz) nel campionato svizzero pur pero' non rinunciando alla propria rappresentativa nazionale.

Per tornare nella FORMULA 1 molte cose erano gia' cambiate dopo in tragici incidenti ad Imola del 1994 con la morte del pilota austriaco Ratzenberger e del titolato Senna. Quello e' stato un po' l'"11 settembre" della FORMULA 1. Da quel momento in  poi meno velocita' in certi punti dei circuiti che vennero tuttavia modificati, meno tecnologia a bordo delle monoposto e piu' sicurezza in generale anche ai box nelle fasi del cambio gomme e rifornimento. Ritengo giustissimo che, chi opera in queste delicate fasi che si devono compiere in pochi istanti, sia munito di tuta ignifuga e non in maglietta e pantaloncini corti come avveniva una volta. Si sta maneggiando benzina, non acqua minerale!

Un'altra rivoluzione nella FORMULA 1 tesa a livellare un po' tutte le scuderie risale poi a dieci anni fa ormai quando , lo ricorderai certamente, la FERRARI di Schumacher aveva instaurato una vera e propria dittatura dominando incontrastata per anni. Ok si tratta di una scuderia italiana quindi ben venga che sia sul "tetto del Mondo" ma...... alla fin fine......CHE NOIA!!!!!!!!. Ricordo che si era persino ventilata l'opportunita' di far rientrare l'ormai pensionato Hakkinen per dare un possibile rivale al tedesco. Immagina di essere tifoso di una squadra di calcio che, per 7 anni consecutivi, vince lo scudetto rimanendo in testa alla classifica dalla prima all'ultima giornata e vinca matematicamente il titolo con 8 giornate d'anticipo e distacca la seconda di 20 punti!!!!!! Io credo che per quanto ami quella squadra , alla lunga, ti stufi!!!!!!! specie se poi questa supremazia strepitosa non e' confermata in campo europeo/internazionale!

E questo stava avvenendo nel caso del dominio FERRARI come constatato da un certo calo di incassi soprattutto nel GP di Monza (la cosa venne messa in risalto dalla stampa di allora). Giusto quindi intervenire anche in questo caso per evitare una calo di interesse generale per lo sport. Avevo poi trovato "molto pubblicitario" il ritorno in pista di Schumacher. Alcuni giornali avevano etichettato questo ritorno proprio come il segnale di una certa mancanza di talenti credibili o in grado di "scaldare i cuori dei tifosi".

Ricorderai che, il suo ritorno in FERRARI, era stato "abortito" a seguito di riscontrati problemi al collo postumi di un incidente che aveva avuto tempo prima salvo poi tornare con la MERCEDES. Vero che molti, in Patria, gli rimproveravano di essere stato il piu' grande pilota germanico di sempre e di non aver mai corso per un marchio tedesco ma.......pensandoci bene......dopo tutto quanto aveva vinto e dopo tutti i record stabiliti..........che bisogno aveva di rientrare??????......cosa doveva ancora dimostrare????????.........non credo avesse bisogno di soldi e di fare come Tyson che, ormai sul lastrico, tornava sul ring per delle patetiche esibizioni che non facevano altro che far rimpiangere la "macchina da pugni" che fu!......e non penso nemmeno che volesse diventare il George Foreman dell'automobilismo, vale a dire, Campione del  Mondo con piu' di quarant'anni sul "groppone"! (Foreman, nel 1994, sempre grazie al fatto che nel pugilato esistono piu' enti mondiali, torno' tra i Re dei pesi massimi a quasi cinquant'anni!)

Una mera questione di sponsor e logica del guadagno credo alla fine! Stessa logica che regola la Pay Tv, diritti televisi e quant'altro. Per noi italiani e' una cosa piuttosto recente ma.....negli USA....e' una realta' consolidata da anni! Insomma....neanche il cane muove la coda per nulla!
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enzobonacci



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MessaggioOggetto: .......................   Gio 12 Set - 11:56

Tornando al discorso relativo l'assegnazione del medesimo titolo sportivo da parte di enti diversi che rivendicano la loro autorita', nella nostra Italia, in tempi estremamente remoti abbiamo avuto un esempio nel mondo del calcio. Eh si!.......il Verona , la  Pro Vercelli e il Casale non sono le uniche squadre di Citta' di Provincia ad aver vinto lo scudetto (nei tempi moderni solo il Verona, le due piemontesi ai tempi in cui al cinema c'erano le prime di Stanlio e Ollio!!!!!!!Surprised ). Tra questi vi e' stata un' altra gloriosa compagine piemontese la Novese antico club di Novi Ligure (Alessandria).


Vinse lo scudetto nel 1922. Rappresenta l'unica squadra di una città non capoluogo di provincia ad aver mai primeggiato nel campionato italiano di calcio insieme al Casale.Risulta, inoltre, essere l'unica società del calcio italiano (assieme alla Pro Vercelli) ad aver vinto uno scudetto in qualità di neopromossa in massima serie (nel 1922).

Si trattava comunque di un campionato anomalo: i club più forti e blasonati non erano infatti iscritti al campionato della FIGC, ma, in seguito ad una scissione, avevano composto una propria federazione, la C.C.I, che aveva un suo campionato.


Certo!....allora magari non c'erano in gioco gli interessi economici di ora! (ma i soldi, da che epoca e epoca, non hanno mai fatto schifo a nessuno! Giuda "vendette" Gesu' ai romani per 30 denari!). Cio' nonostante la Novese, ancora oggi, giustamente sfoggia con orgoglio nel suo stemma lo scudetto tricolore a ricordo di quel successo.



Ecco la storia:

Il campionato di Prima Divisione organizzato dalla CCI fu uno dei due massimi tornei calcistici disputati in Italia nella stagione 1921-22. Rispetto al campionato organizzato dalla concorrente associazione della FIGC, rappresentò il torneo deputato ad assegnare il titolo reale di Campione d'Italia.

La continua e smisurata crescita del numero delle società partecipanti al campionato italiano aveva generato una gravissima crisi nel movimento. Il 24 luglio 1921 infatti, in un'infuocata assemblea tenutasi a Torino, un progetto di riforma, preparato da Vittorio Pozzo su spinta dei grandi club, era stato respinto da una Federazione sempre più dominata dalle piccole formazioni amatoriali. La risposta delle grandi società non si fece attendere, e nel giro di poche settimane le 24 migliori squadre abbandonarono il campionato ufficiale per crearsene uno privato tutto per loro, sotto l'egida della neo costituita Confederazione Calcistica Italiana, con sede a Milano. Per di più, il ben maggiore livello sportivo e la più consistente disponibilità economica delle contestatrici attirò nel nuovo progetto l'intero girone centro-meridionale, oltre a numerose formazioni minori che furono inquadrate in una Seconda Divisione.
Fu così che la Confederazione poté organizzare un nuovo campionato basato sullo schema del Progetto Pozzo. Le ventiquattro società settentrionali, riunite nella Lega Nord, furono suddivise in due raggruppamenti mediante un sorteggio che aveva però precisi picchetti geografici: ogni Regione doveva avere le sue formazioni equamente suddivise fra i due gironi, e per motivi sia di ordine pubblico sia di varietà nelle trasferte erano vietati i derby, con l'unica inevitabile eccezione delle tre milanesi di cui due furono giocoforza messe insieme. Ciascun gruppo costituiva un lineare torneo, come verrà definito in seguito, all'italiana, con gare di andata e ritorno. Due le piazze importanti: la prima, che permetteva l'accesso alla fase finale, e l'ultima, che condannava ad uno spareggio salvezza con una delle prime due in classifica della Seconda Divisione per evitare la retrocessione (eliminando così quelle clausole di più o meno verificabili meriti sportivi ed economici che giustificarono sistematici ripescaggi ai tempi della Federazione, ma allo stesso tempo garantendo alle ultime classificate dei due gironi una ulteriore possibilità di evitare la discesa nella serie cadetta). Le due finaliste, invece, si sarebbero sfidate in un match di andata e ritorno per determinare i Campioni del Nord.
Al Sud la carenza di infrastrutture e le difficoltà da parte di molti club ad intraprendere frequenti trasferte consigliò di mantenere il vecchio meccanismo dei campionati regionali. Furono però ammesse nuove Regioni: le Marche, le Puglie e la Sicilia. La Lega Sud avrebbe poi organizzato le fasi finali tra i campioni regionali, il cui vincitore sarebbe stato ammesso all'onore della finalissima coi campioni settentrionali, sfida che tornava però ad essere una pura formalità dopo l'aggregazione della Toscana al torneo del Nord.

Il 26 giugno si verificò però la riunificazione dei due campionati, avvenuta sulla base del Compromesso Colombo che, derogando alle regole prestabilite, stabiliva dei nuovi spareggi incrociati tra squadre FIGC e squadre CCI per la permanenza nella massima serie, coinvolgendo anche formazioni già salve in base al vecchio regolamento confederale.

Ci si rese subito conto che la situazione era insostenibile, e più di tutti se ne accorsero i dirigenti della C.C.I. che, avendo a dicembre terminato il girone di andata, presero atto che le squadre F.I.G.C. erano ancora impegnate nel primo turno delle eliminatorie regionali.
A cercare di riappacificare gli animi ci pensò il direttore della Gazzetta dello Sport Emilio Colombo il quale, il 7 dicembre 1921 presso la villa di Enrico Olivetti, convocò i delegati di entrambe le federazioni a Brusnengo dove il presidente della F.I.G.C., l'avvocato Luigi Bozino, propose al presidente confederale avvocato Giovanni Lombardi di ridurre le squadre partecipanti al successivo campionato di Prima Divisione a 50 squadre. Le squadre liguri e piemontesi, riunitesi a Milano per ascoltare la relazione della propria commissione, nell'approvare l'opera dei propri commissari chiesero un ulteriore taglio delle squadre per arrivare almeno alle 32-36 unità chiedendo un ulteriore incontro con i delegati F.I.G.C. Riunitesi pochi giorni dopo a Modena, le squadre confederali respinsero il patto di Brusnengo con 54 no contro 25 sì e 4 astenuti mettendo in crisi la presidenza che fu affidata al vecchio Edoardo Pasteur. Le Federate, per contro, riunitesi a Novi Ligure, si ritennero soddisfatte di quanto deciso a Brusnengo e si riunirono in assemblea il 19 febbraio per la definitiva ratifica, approvando il patto a pieni voti.

A questo punto la nuova presidenza CCI inviò la triade Pasteur-Nizza-Albertini il primo di aprile per riprendere le trattative con la FIGC. Sedici giorni dopo le due parti nominarono due Commissioni Paritetiche (tre componenti più tre consulenti tecnici) con ampia facoltà di nominare una persona super partes che potesse portare a termine un arbitrato.
Quale arbitro fu nominato Emilio Colombo il quale addivenì ad un compromesso che in seguito prese il suo nome. Le società di entrambe le federazioni, attraverso un referendum, approvarono il compromesso con 246 voti favorevoli e 18 contrari.

Il 26 giugno si arrivò alla pace vera a propria nel corso di un convegno in cui fu nominata la commissione che avrebbe stilato l'elenco delle aspiranti alla nuova Prima Divisione stabilendo le squadre ammesse di diritto e quelle che il posto in Prima Divisione se lo sarebbero contese sul campo in una serie di spareggi interdivisionali. In questa occasione la F.I.G.C. accettò la nuova struttura federale proposta dalla C.C.I. che prevedeva un Consiglio e relativa Presidenza più le due Leghe Nord e Sud aventi a loro volta un Consiglio e una Presidenza. Le due parti sottoscrissero la seconda delle soluzioni prospettate dall'arbitrato,ovvero 3 gironi di 12 squadre di cui 13 federali e 23 confederali per la sola Italia settentrionale più le 8 semifinaliste del vecchio Centro-Sud.
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enzobonacci



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MessaggioOggetto: .........................   Ven 13 Set - 7:31

Altra norma introdotta nella FORMULA 1, che trovo giustissima, quella che vieta di "cedere il passo" al proprio compagno di scuderia in dirittura del traguardo al fine di consentirgli di incamerare punti utili con un piazzamento di rilievo o magari poter godere la gioia di una vittoria quando ormai il piu', a livello di assegnazione del titolo piloti e costruttori, e' stato fatto! (Senna era uso a questo tipo di galanterie!)

Bel gesto!......nulla da ridire........... ma non credo sia giusto falsare l' esito di una gara. Giustissima la strategia di squadra ma va fatta nei dovuti modi e non platealmente. D'altronde, se si vuole, anche con discrezione, si e' perfettamente in grado di attuare un lavoro di squadra per favorire il pilota "di punta" invece che colui che e' designato ad essere la sua spalla.


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enzo

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MessaggioOggetto: Re: Questa Formula Uno che non mi piace più   Ven 13 Set - 9:18

Gentile Enzo.
La norma che tu trovi giustissima da quest'anno è stata abolita, per fortuna in quanto ipocrita (i giochi di squadra li hanno fatti comunque) e stupida. Chi spende miliardi di euro ha il sacrosanto diritto di fare tutti i giochi di squadra che vuole, chi non ci sta non si fa da parte accettandone le conseguenze come un vero uomo. Troppo comodo appendersi ai regolamenti per ogni cosa; ne ho abbastanza di questi bimbominkia (e parliamo anche di bicampioni del mondo) che per radio, sapendo di essere in mondovisione, invocano una sanzione per il collega che non si è lasciato sorpassare, oppure che dopo un ritiro tornano ai box con il casco in testa. Meno male che si sono accorti che questa norma era inapplicabile perché ormai con la smania di tenere tutto sotto controllo stanno uccidendo la Formula Uno. Il messaggio del mio post è proprio questo.
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enzobonacci



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MessaggioOggetto: Ciao Enzo...........   Sab 14 Set - 7:09

Non sapevo di questa variazione perche', pur tenendomi abbastanza aggiornato, non e' che seguo tantissimo la FORMULA 1. Sono rimasto affezionato ai tempi di Senna, Prost, Piquet, Patrese e soci. Schumacher non mi e' mai piaciuto granche' umanamente parlando. Grazie dell'informazione!.Cool 
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MessaggioOggetto: Da quel troglodita cazzeggione che sono...   Mar 17 Set - 12:15

... non sono in grado di afferrare tutti i dettagli dei vostri dotti interventi, ma, nonostante la confusione imperante tra miei declinanti neuroni Question  , ho la netta impressione che un elogio lo meritiate: BRAVI!
E, siccome lo dico di cuore, penso possa bastare.Cool
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MessaggioOggetto: Ciao Mezzotoscano.....   Mar 17 Set - 16:47

.....e' un piacere risentirti!!!!Cool . Restando a quanto da me esposto ho solo voluto enucleare il concetto che, cosi' come un po' tutto il mondo, anche lo sport non puo' fare a meno di "chinare il capo" davanti la legge del bussiness e la logica del guadagno...... Ecco quindi tutte le storture esistenti nelle varie discipline ed enti internazionali che le regolano. Ad esempio....che ne pensi del ritorno in pista di Schumacher dopo una carriera assolutamente inarrivabile in termini di successi? Cosa doveva ancora dimostrare e a chi?????? Non e' un po' contraddittorio che prima, quando trionfava in forma straripante, il "circo" della FORMULA 1 ha cercato di limitarlo in qualche modo quasi ritenendolo un possibile "pericolo" per questo sport in termini di interesse e poi, qualche anno dopo, si aggrappava al suo nome e al suo prestigio per farlo rientrare da una "dorata pensione" per risollevare l'interesse dei tifosi?  Question 

Passando al pugilato (forse il l'esempio piu' lampante!).......ti sembra normale che uno sport debba essere gestito da quattro (ma sono di piu' alla fine!) enti mondiali che si arrogano il diritto di designare dei pugili Campioni del Mondo nelle loro rispettive categorie??????? Come ci si puo' sentire ad essere Campione del Mondo in concomitanza con altri "colleghi" nella medesima categoria di peso ma per un ente diverso?  

Come vederesti questa indecenza applicata al mondo del calcio? Pensa se la nazionale italiana nel 2006 fosse diventata Campione del Mondo per la FIFA e, nel contempo, vi erano altre tre nazionali che si potevano fregiare dello stesso titolo solo che per un'altra organizzazione internazionale! Che ne pensi?

Ti sembra giusto che nazionali di calcio che non hanno alcuna possibilita' di qualificarsi per un Mondiale o un Europeo (San Marino, Lichtenstein, Malta, Lussemburgo, Andorra, Ecc.....ci sono infatti anche Paesi ben piu' grandi che schierano delle selezioni nazionali davvero improbabili!) continuino ad esistere solo per disputare delle gare di qualificazioni in giro per l'Europa a prendere "carrettate" di gol!.

Non sarebbe meglio che si limitassero a iscrivere qualche loro club in un campionato professionistico di un Paese limitrofo magari calcisticamente piu' consistente?

Ecco qui il contenuto della mia esposizione? Mi piacerebbe sapere la tua opinione! Ciao!
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mezzotoscano
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MessaggioOggetto: Caro Enzo   Mar 17 Set - 23:01

Mi hai seppellito sotto una valanga di domande cui, sinceramente, non so dare risposta, dato che seguo molto saltuariamente gli eventi sportivi. Aborro il calcio d'oggigiorno e, quanto alla boxe, trovo penose certe esibizioni notturne offerte da due sconosciuti tamarri che sembrano badare solo a non farsi troppo male.
Mi limito dunque a seguire solo Giro e Tour (anche per godermi i panorami, spesso eccezionali), con la speranza che il ciclismo riesca finalmente a "depurarsi" dai veleni che lo hanno fin troppo inquinato.
Ma, a proposito di ciclismo, cito un fatto che forse conosci e che dimostra quanto certi eventi strani non siano cosa recente. Pare dunque che, negli anni 30, ad Alfredo Binda fu offerto denaro affinchè non partecipasse ad alcune corse. Gli organizzatori infatti, data la grande superiorità del campione, temevano che una sua vittoria fosse talmente scontata da rendere poco interessante ogni competizione cui partecipava.
Sarà vera? A me l'hanno raccontata così.
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MessaggioOggetto: Ciao Mezzotoscano.....   Gio 19 Set - 16:18

Per quanto concerne il pugilato anche io non apprezzo granche' molti dei combattenti di adesso pieni di tatuaggi e con le facce da ceffi che ti viene quasi da chiederti........"Ma si sono dimenticati la porta del carcere aperta??????" Vero che, da sempre, buona parte degli atleti di questa disciplina provengono dai bassifondi o da situazioni disagiate (tra cui proprio Tyson e altri!.....persino il "nostro" Giacobbe Fragomeni!) ma, per lo meno, l'apparenza era salvaguardata!

Ulteriore conferma che molti di loro sono di estrazione bassissima il fatto che, atleti che erano alla ribalta internazionale e che avevano accumulato grandi fortune, abbiano dilapidato tutto il loro patrimonio incapaci di gestirsi o raggirati dai "curatori d'affari" scaltri che, approfittando della loro ignoranza, si sono arricchiti alle loro spalle. Alcuni sono finiti per strada (ad esempio l'americano Iran Barkley, Campione del Mondo in tre categorie di peso diverse a cavallo tra gli anni 80 e 90, capace di bruciare un patrimonio personale di 5 milioni di dollari!!!!!Surprised Crying or Very sad ) oppure costretti a ritornare sul ring ormai logori a collezionare solo brutte figure per riparare situazioni finanziare personali disastrose (Tyson ma non solo!). Qualcuno, ormai in pensione, si e' poi dato alle attivita' illegali di vario genere per poi finire in carcere (Mauro Galvano di Ostia Campione del Mondo dei supermedi negli anni 90 soprannominato "Rocky Galvano"!)

Ma questo non e' valso e non vale per tutti! Il povero Giovanni Parisi ne era un esempio cosi' come ve ne sono altri per fortuna! Foreman si diede persino alla religione!Cool 

Neanche poi tanti anni fa i pugili si presentavano alla conferenza stampa in giacca a cravatta!!!!!
Vero poi anche che, di lotte all'ultimo sangue, ne vedi gran poche. Non e' che seguo piu' moltissimo la "nobile arte" ma, penso che dopo Tyson, di macchine da pugni, nelle varie categorie di peso, ve ne siano state e ve ne sono gran poche!!!!!!

Hai poi citato il ciclismo....... Non lo seguo quasi per nulla ma, ritengo sia sotto gli occhi di tutti che, purtroppo, sia l'esempio dello sport piu' "malato" in termini di doping. Caso Pantani.......caso Armstrong che ha e' stato il fulcro, la speranza dei malati di tumori scrivendo una storia umana e sportiva straordinaria ma...ahime'.....sappiamo tutti come e' andata!.....inutile dilungarsi!

Alla fine credo che, Pantani, seppur colpevole, sia stato un capro espiatorio pagando da solo ed in prima persona colpe e cattivi costumi di molti....non solo suoi! Qualche vecchio appassionato di ciclismo mi disse tempo fa che, in questo sport, il doping esiste da molto prima del "caso Pantani'. Qualcuno che aveva assistito a qualche tappa di persona mi disse: " C'erano tratti in montagna che l'auto che seguiva la carovana dei ciclisti fondeva o comunque non riusciva a proseguire......i ciclisti invece andavano avanti!!!!!" Come si spiega questo?????  

La storia di quel ciclista che hai narrato l'avevo gia' sentita e non solo io! Del vero ci sara'!
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MessaggioOggetto: Re: Questa Formula Uno che non mi piace più   Ven 20 Set - 9:25

Cari Automerdaioli.
Lo sport è stato sempre business, oggi però lo è di più, anzi conta solo quello. L'eccessiva spettacolarizzazione ed il controllo su ogni dettaglio, ha portato a delle aberrazioni;ho fatto l'esempio della Formula Uno, ma in altre discipline è anche peggio. Con questo non voglio dire che sia tutto finto e i risultati decisi prima a tavolino, ma in generale ho l'impressione che molte cose siano gestite in modo tale che si predetermini una data situazione. Non ho assolutamente nulla contro lo spettacolo e le sue regole, ma a patto che non si prescinda dalla competizione vera e propria, creare artificiosamente delle situazioni affinché si determinino dei risultati o situazioni, è molto peggio che truccare partite, gare e incontri. Il delirio di onnipotenza di taluni nell'era d'oro della boxe, ha fatto si che la nobile arte facesse la fine di rifondazione comunista:scindersi; in un mondo già diviso, anche a quei tempi c'erano due federazioni e l'unico titolo unificato era quello dei pesi medi. Il calcio è stato rovinato anche dalle scommesse, non c'è nulla di male nello scommettere, ma quando gli addetti ai lavori frequentano i bookmaker e scommettono pure loro, come fai a pensare che tutto l'ambiente non sia marcio? Il ciclismo ed il doping sono indivisibili, perché non viene reso legale visto che ormai si dopano pure i dilettanti? A proposito di doping nel calcio, mi sono sempre chiesto cosa cavolo ci facciano tanti medici e farmacisti vicino a dei giovani uomini che sono il ritratto della salute? Della Formula Uno ne ho già parlato nel post; li il doping è quell'ingegnere che riesce ad interpretare e aggirare le regole, troppo restrittive, meglio degli altri. Che tristezza!
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enzobonacci



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MessaggioOggetto: Ciao Enzo.....   Ven 20 Set - 16:47

Che nello sport vi siano delle situazioni in qualche modo create e' fuori discussione! Nemmeno io amo parlare di risultati di eventi sportivi decisi a priori a tavolino ma......sul fatto che si agisca per creare i presupposti per avere un determinato esito finale si!

Ricorderemo tutti che, agli Europei di calcio del 2004, vi fu un clamoroso "biscotto" tra la Danimarca e la Svezia al fine di estromettere l'Italia dai turni successivi. Inutile descrivere nei dettagli cosa accadde in quella partita!......ce lo ricordiamo benissimo!!!!!!!!. Andando avanti.......Mondiali di calcio 2002 Corea/Giappone.

Era ovvio che, essendo il primo evento di questo tipo ospitato in Asia, si voleva far emergere una formazione asiatica tra i due Paesi ospitanti! Chissa' perche' venne "scelta" che, a portarsi a casa una medaglia, doveva essere la nazionale coreana e quindi........ bhe' anche li' tutti noi calcio amatori ci ricordiamo cosa accadde!!!!!!!Sad 

La Corea non e' nuova comunque ad assegnazioni di medaglie piuttosto anomale a favore di suoi atleti. Nel 1988, alle Olimpiadi casalinghe di Seul, vi fu una discutibile assegnazione di una medaglia d'oro ad un "loro" pugile.

La lista poi si allungherebbe anche ad altri Mondiali di calcio...... era emerso che, dietro alcuni risultati di Argentina 78, vi fosse la mano dei narcotrafficanti! Ad Inghilterra 66 pare che vi fossero state delle designazioni arbitrali in qualche modo "pro Inghilterra". Per non parlare poi del gol in finale che ha consegnato l'iride ai britannici........Vi ricordate? Palla dentro o palla fuori? Mah?!?Question 

Vi fu anche un'olimpiade, non ricordo quale, dove vi fu una contestatissima assegnazione di una medaglia d'oro nel basket alla nazionale sovietica giunta in finale contro gli Stati Uniti ( si era nel pieno della Guerra Fredda!). Avevo visto uno "speciale" su questa partita con interviste agli ormai anziani superstiti, piu' che altro componenti dell'allora squadra USA.

Ricordo che si rifiutarono di ritirare le loro medaglie d'argento che pare siano tutt'ora custodite in una banca svizzera. Molti di questi ex cestisti avrebbero anche lasciato disposizione testamentaria che, dopo la loro morte, nessuno, figli compresi, dovra' mai arrogarsi il diritto di reclamare quelle medaglie!

Pilotati ritengo siano anche certi risultati nei nostri campionati di calcio. Chissa' perche', nelle ultime giornate che precedono la fine della stagione, squadre che hanno gia' raggiunto i loro obbiettivi schierano formazioni piene di rincalzi, se non di "Primavera", venendo cosi' a creare dei risultati clamorosi  come ad esempio, nell'ultima giornata del campionato 1993/94, un Milan gia' Campione d'Italia e, da li' a poco, d'Europa, le prende in casa dalla neopromossa Reggiana che, vincendo, si garantisce matematicamente la permanenza in Serie A a danno di un' altra neopromossa, il Piacenza, che con una squadra di soli italiani era riuscita a fare una stagione piu' che dignitosa e meritava certamente la salvezza al cospetto di una Reggiana che, provinciale fin che vuoi, aveva annaspato tutto il campionato pur avendo in squadra un fuoriclasse come il porteghese Paulo Futre.

Ora questa e' una mia "sega mentale" ma......torniamo alla primavera/ estate del 2004.........Finale di Champions League dove trionfa il Porto e finale degli Europei di calcio dove la Grecia stupisce il mondo battendo in finale il Portogallo!......... Europei di calcio 2004 ospitati dal Portogallo e Olimpiadi 2004 ospitate dalla Grecia! Non vi pare che questo binomio Portogallo/Grecia appare un po' troppe volte?Surprised  Cosa di piu' bello per i due Paesi ospitare due grandi manifestazioni sportive "condite" con due bei trofei nelle bacheche di casa loro?????? Ripeto....."sega mentale" tutta mia ma........Che ne pensate?
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enzobonacci



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MessaggioOggetto: .................   Ven 20 Set - 20:12

Per quanto concerne la boxe, Mike Tyson, fino al 1989, aveva unificato tutti i titoli dei pesi massimi disponibili allora da tre enti diversi (IBF, WBC,WBA). Era l'unico Campione del Mondo della categoria Regina!

Fino al 1989, come gia' detto, anno in cui la neonata WBO mise in palio per la prima volta la "sua" cintura dei massimi tra l'italiano Francesco Damiani e il Sud Africano Johnny Du Plooy. Damiani era certamente un pugile tecnicamente valido ma difficilmente avrebbe ritoccato il suo record di vittorie se avesse affrontato il Tyson di allora per il titolo assoluto nonostante da tempo si progettasse una sfida tra i due ( come probabili cornici dell'evento,qualora si fosse tenuto in Italia, si parlava del Colosseo:o AZZZ  o dello Stadio di San Siro!)

Damiani vinse contro un avversario davvero modesto non all'altezza di una sfida per un titolo di questo genere e "rubo'", si fa per dire, una fetta di mondo a Tyson. Non appena trovo' davanti a se' un pugile di autentico valore mondiale, tale Ray Mercer, fini' ko in quel di Atlantic City pur disputando una prova tutto sommato buona guastata da un classico "colpo della domenica" da parte dell'americano. E Mercer, seppur una "brutta bestia", non sara' certo ricordato indelebilmente nella storia dei pesi massimi.

Curioso come la WBO, appena nata, mise in palio alcuni suoi titoli in incontri dove combattevano altri pugili della scuderia Branchini...... oltre Damiani ce' stato Maurizio Stecca nei pesi piuma, il tunisino Kamel Bou Ali' nei pesi super piuma e Valerio Nati nei supergallo. Tutti e tre divenuti Campioni del Mondo pur non trattandosi di fenomeni che, se non fosse stato per "santa WBO", non credo avrebbero mai portato a casa una cintura mondiale. Scandaloso fu il modo come Valerio Nati si laureo' Campione del Mondo a danno dell'americano Kenny Mitchell. Nati per tre, forse quattro riprese (ora non ricordo con esattezza), non mise a segno un colpo! Complice poi una testata non volontaria dell'avversario riporto' una ferita grave all'arcata sopraccigliare che non gli permise di continuare un incontro che, quasi certamente, si stava avviando a perdere.

Risultato finale: squalifica per l'americano e assegnazione del titolo al''italiano!Crying or Very sad. Per una cosa simile a danno di un pugile francese, la WBO, sempre nei suoi primi anni di vita, vide i suoi incontri banditi dal territorio della Francia.
Tanto per dare un'idea di che farsa sia stato tutto cio' ecco i filmati degli  incontri di Damiani in cui divenne Campione del Mondo dei Massimi e della prima difesa contro un ridicolo pugile argentino rispondente al nome di Daniel Eduardo Neto.Crying or Very sad Shocked Surprised No Neutral  

http://www.youtube.com/watch?v=b3ICiPoh3QI

http://www.youtube.com/watch?v=yZEGrGM8Fso
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